Vai al contenuto
RECmaker Apri l’app

Guida

Il formato della sceneggiatura, spiegato

Una sceneggiatura non si scrive come un racconto: ha un formato preciso, che serve a tutti quelli che la useranno per girare. Eccolo, elemento per elemento.

Aggiornata il · 2 minuti di lettura

Perché un formato

La sceneggiatura è un documento di lavoro. Il formato standard serve a due cose: farla leggere a tutti allo stesso modo, e misurarla. Con il carattere a spaziatura fissa e i margini giusti, una pagina vale circa un minuto di film: è il punto di partenza di ogni calcolo di produzione.

L’intestazione di scena

Ogni scena comincia con una riga in maiuscolo che dice dove e quando:

INT. CUCINA DI NONNA PINA – MATTINA

INT. (interno) o EST. (esterno), poi il luogo, poi il momento: giorno, notte, mattina, tramonto… Se la scena passa dentro e fuori, per esempio in un’auto, si scrive INT./EST. La regola: una scena nuova ogni volta che cambia il luogo o il tempo.

L’azione

Descrive quello che si vede e si sente, al presente, in paragrafi brevi. Niente pensieri dei personaggi, niente spiegazioni: solo quello che la camera può riprendere. Quando un personaggio compare per la prima volta, il suo nome si scrive in maiuscolo.

Una sveglia rotta segna le tre. NONNA PINA, 81 anni,
impasta su un tavolo di marmo.

Il nome di chi parla va in maiuscolo, rientrato verso il centro; sotto, la battuta, in una colonna più stretta.

                    NONNA PINA
          Gigi! La pasta non si fa da sola.

Accanto al nome si mettono le estensioni: (F.C.) fuori campo, quando il personaggio è nella scena ma non si vede; (V.O.) voce over, quando non è nella scena, come un narratore o una voce al telefono.

La parentetica

Una breve indicazione tra parentesi, sotto il nome e prima della battuta: come si dice una cosa, o un piccolo gesto. Da usare poco: il tono, di solito, deve uscire dalla battuta stessa.

Le transizioni

STACCO SU:, DISSOLVENZA., A NERO. si scrivono in maiuscolo, allineate a destra. Oggi si usano con parsimonia: lo stacco tra una scena e l’altra si dà per scontato.

Gli errori più comuni

  • Scrivere quello che un personaggio pensa o ricorda, invece di quello che fa.
  • Paragrafi d’azione lunghi mezza pagina.
  • Indicare inquadrature e movimenti di macchina a ogni riga: è lavoro della regia.
  • Cambiare luogo senza una nuova intestazione di scena.
  • Usare un carattere e dei margini diversi: la regola del minuto a pagina non vale più.

Farlo con RECmaker

Nella sceneggiatura di RECmaker ogni riga prende da sola il suo formato: scegli il tipo (intestazione, azione, personaggio, dialogo, parentetica, transizione) e l’impaginazione è quella giusta. Le scene si numerano e finiscono nell’indice, e per ognuna c’è la durata a schermo stimata.

Domande frequenti

Che carattere si usa per la sceneggiatura?

Un carattere a spaziatura fissa, tradizionalmente il Courier a 12 punti. È quello che rende valida la regola di una pagina al minuto.

Cosa vuol dire F.C. e V.O.?

F.C. sta per fuori campo: il personaggio è nella scena ma non si vede. V.O. sta per voce over: la voce non appartiene alla scena, come un narratore.

Le altre guide

Fallo con un’app pensata per questo

RECmaker è gratis, in italiano, e si apre nel browser: niente da installare, nessuna carta di credito.

Apri l’app